Diritti di Copia e Certificato
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Aggiornato al 18/3/2016

La copia consiste nella riproduzione parziale o totale di un atto o documento e può essere richiesta informe oppure conforme all’originale; per dichiarazione di autenticità della copia di un atto si intende l'attestazione che la copia rilasciata è conforme all’originale; per copia spedita in forma esecutiva si intende la certificazione di conformità portante la speciale formula prevista dal terzo comma dell’art. 475 c.p.c., ai fini della formazione del titolo esecutivo nei casi previsti dalla legge.

Per il rilascio con urgenza (entro due giorni) di copie su supporto cartaceo, senza e con certificazione di conformità, il diritto dovuto è triplicato; la triplicazione del diritto di copia prevista per l’urgenza è una maggiorazione applicabile soltanto al rilascio di copie urgenti su supporto cartaceo e non anche su quello non cartaceo.

Per certificato si intende l’attestazione scritta di dati o elementi risultanti da registri o documenti ufficiali delle Cancellerie Giudiziarie; se il contenuto di queste attestazioni può essere desunto da atti o sentenze, non può essere rilasciato alcun certificato e la parte dovrà chiedere copia integrale o parziale dell’atto o della sentenza; l’attestato è un documento  nel quale è dichiarata l’esistenza di situazioni giuridicamente rilevanti, desunte da altri atti.

Nel caso in cui la vigente normativa richiede l’apposizione di marche da bollo, è bene sapere che occorre apporre sul documento le marche da bollo da € 16,00 ogni 4 facciate (anche di una riga ciascuna) a partire dalla prima pagina e, qualora non sia rispettato il limite delle 25 righe per facciata, ogni 100 righe indipendentemente dal numero delle pagine.

Non possono essere rilasciate: copie di documenti sequestrati senza la preventiva autorizzazione del Giudice; copie di documento impugnato di falso; ulteriori copie in forma esecutiva, senza specifica autorizzazione; alcuna copia di atto registrato a debito se non previo pagamento dell’imposta dovuta; copie ed estratti di atti soggetti a registrazione se non ancora registrati ad eccezione di alcune ipotesi (originali, sentenze o altri provvedimenti giurisdizionali per la prosecuzione del giudizio; atti richiesti d’ufficio ai fini di un procedimento giurisdizionale; copie di atti necessari per la trascrizione o iscrizione nei registri immobiliari; copie di atti occorrenti per l’omologa o l’approvazione; copie che il pubblico ufficiale detentore è tenuto a depositare per legge presso pubblici uffici; copie necessarie per l’esercizio dell’azione esecutiva.

Per gli importi dovuti, aggiornati al 15/7/2015, si consulti la seguente tabella riepilogativa:

[Adeguamento importi diritti - File PDF 139KB]

Sono fatte salve le modificazioni ex lege agli importi e/o alla normativa, successive all’ultimo aggiornamento della presente pagina web.

 

Modalità di applicazione del diritto di copia ai documenti in forma digitale

Tratto da Sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Quarta, del 7/7/2015, depositata il 21/9/2015, a seguito ricorso per la riforma della sentenza del T.A.R. LAZIO - SEZIONE I n. 04871/2014, concernente le modalità di applicazione del diritto di copia ai documenti in forma digitale.

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo che “gli Uffici giudiziari possano chiedere, ai fini della copia della documentazione utile alla difesa, mediante l’utilizzo di tutti gli strumenti informatici e telematici diversi da floppy e CD (secondo la scelta del supporto su cui riversare i dati da parte del richiedente, e non secondo la scelta dell’Amministrazione circa le loro modalità di archiviazione), esclusivamente e per una sola volta l’importo forfetario di Euro 295,16. [da ultimo rivalutato in Euro 320,48]; il TAR, pertanto, prevede la corresponsione del diritto di copia una tantum a prescindere dalla capienza del supporto di memorizzazione.

Secondo il Consiglio di Stato, il decisum di prime cure appare ben motivato ed allo stato … non può che farsi riferimento – come già chiarito dal TAR - al quantum a suo tempo fissato per la memorizzazione su CD, essendo ragionevole ipotizzare che la memorizzazione su supporti di memoria più capienti forniti dagli interessati (e compatibili con apparecchiature sulle quali i dati digitali sono stati archiviati) non sia, tutto sommato, più onerosa della prima.

Tale sentenza del Consiglio di Stato è stata, peraltro, recepita dal Ministero della Giustizia con Circolare nr. 157302.U del 20/10/2015, che si allega in visione.

[Diritti di copia informatica - File PDF 95KB]

 

 


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