Il Patrocinio a spese dello Stato in materia penale
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Aggiornato al 16/1/2017

 

Premessa - L’Istituto del Patrocinio a spese dello Stato garantisce il diritto costituzionale di difesa; esso consente ai Cittadini non abbienti, al fine di essere rappresentati in giudizio, sia per agire che per difendersi, di poter nominare un Avvocato e farsi assistere a spese dello Stato.

Tale beneficio può essere richiesto nel processo penale, oltre che nel processo civile, amministrativo, contabile e tributario ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti etc.).

Patrocinio a spese dello Stato nel processo penale

Responsabile Sezione GIP-GUP Sig.na Maria Varano (funzionario giudiziario, tel. 0965.857.7998, c/o stanza torre due sx/2°piano).

Responsabile Sezioni di Corte d’Assise e Misure di Prevenzione Sig. Fabio Putortì (funzionario giudiziario, tel. 0965.857.7943, c/o stanza 73/torre tre dx/2°piano).

Responsabile Sezione Dibattimento Penale Sig. Giuseppe Martino (funzionario giudiziario, tel. 0965.857.7943, c/o stanza torre due dx e torre tre sx/5°piano).

 

Orario
di apertura al Pubblico

 

 
Per i Contatti e l’Articolazione delle Cancellerie Giudiziarie vai alla seguente pagina:

Contatti
Peo / Pec / Tel
Referenti

 

 Per la Dislocazione delle Cancellerie Giudiziarie, nonché delle aule d’udienza, vai alla seguente pagina:

Mappa di orientamento dell’Utenza Organizzazione e Dislocazione Uffici, Cancellerie e Aule d’udienza

 


È utile sapere che … …

Per l'ammissione al beneficio in questione in ambito penale, l'istanza deve essere presentata all'Ufficio del Giudice innanzi al quale pende il processo, oppure che ha emesso il provvedimento impugnato se procede la Corte di Cassazione, il quale (verificata l'ammissibilità dell'istanza) ammette l'interessato al Patrocinio a spese dello Stato se, alla stregua della dichiarazione sostitutiva, ricorrono le condizioni di reddito cui l'ammissione al beneficio è subordinata. 

La domanda è redatta in carta semplice e deve essere sottoscritta dall’interessato (la cui firma è autenticata dal Difensore, oppure apposta in presenza dell’addetto dell’Ufficio Giudiziario se presentata dall’interessato, oppure tramite allegazione di fotocopia del documento d’identità se inviata a mezzo posta).

L’istanza deve essere presentata personalmente dall’interessato allegando fotocopia di un documento di identità valido, oppure dal Difensore che dovrà autenticare la firma del richiedente; la domanda può essere inoltrata anche a mezzo di raccomandata AR allegando fotocopia del documento; per il richiedente detenuto, internato in un Istituto, in stato di arresto o di detenzione domiciliare, ovvero custodito in un luogo di cura, la domanda è ricevuta dal Direttore dell’Istituto per l’inoltro all'Ufficio del Giudice competente.

L'istanza non può essere più presentata dal Difensore direttamente in udienza, essendo stata tale norma abrogata nel 2008.

Pertanto, la domanda di ammissione si presenta alla Sezione GIP-GUP, se il procedimento è nella fase delle Indagini o dell’Udienza Preliminari; in caso di rinvio a giudizio, alla Sezione del Dibattimento Monocratico, Collegiale o di Corte d’Assise; in caso di impugnazione, alla Corte d’Appello; in caso di impugnazione di provvedimento del Giudice di Pace, alla Sezione Dibattimento del Tribunale; in caso di ricorso dinanzi la Corte di Cassazione, alla cancelleria del Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato in cassazione.

L’ammissione al Patrocinio a spese dello Stato può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi e fasi del giudizio, nonché per tutte le eventuali procedure connesse; occorre, invece, presentare un’autonoma richiesta di ammissione nella fase dell'esecuzione, nel processo di revisione, nonché nei processi relativi all'applicazione di misure di sicurezza, di prevenzione e nei processi di competenza del tribunale di sorveglianza.

Il beneficio è escluso: nei procedimenti penali per reati di evasione di imposte; se il richiedente è assistito da più di un Difensore; per i condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione mafiosa o connessi al traffico di tabacchi e stupefacenti.

Le categorie ammesse al Patrocinio a spese dello Stato sono i cittadini italiani, gli stranieri e gli apolidi residenti nello Stato, l’indagato, l’imputato, il condannato, l’offeso dal reato e il danneggiato che intendano costituirsi parte civile e che intendano esercitare azione civile per il risarcimento del danno o restituzione derivanti dal reato, nonché il responsabile civile o chi è civilmente obbligato all’ammenda.

 

Il Difensore nominato deve risultare iscritto nell’Elenco degli Avvocati per il Patrocinio a spese dello Stato in materia penale, presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di appartenenza.
In particolare, ai sensi dell’art. 80 del TUSG (DPR 115/2002), chi è ammesso al Patrocinio può nominare un Difensore scelto tra gli iscritti negli Elenchi degli Avvocati per il Patrocinio a spese dello Stato, istituiti presso i Consigli dell'Ordine del Distretto di Corte di Appello nel quale ha sede il Magistrato competente a conoscere del merito o il Magistrato davanti al quale pende il processo; se procedela Cortedi Cassazione, gli Elenchi sono quelli istituiti presso i Consigli dell'Ordine del Distretto di Corte di Appello del luogo dove ha sede il Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.
Colui che è ammesso al Patrocinio può nominare un Difensore iscritto negli Elenchi degli Avvocati per il Patrocinio a spese dello Stato scelto anche al di fuori del Distretto come sopra individuato.

 

L’Elenco degli Avvocati per il Patrocinio a spese dello Stato è formato, ai sensi dell’art. 81 del TUSG (DPR 115/2002), dagli Avvocati che ne fanno domanda e che siano in possesso di determinati requisiti e condizioni (quali: a) attitudini ed esperienza professionale specifica, distinguendo tra processi civili, penali, amministrativi, contabili, tributari ed affari di volontaria giurisdizione; b) assenza di sanzioni disciplinari superiori all'avvertimento irrogate nei cinque anni precedenti la domanda; c) iscrizione all'Albo degli Avvocati da almeno due anni).

È cancellato di diritto dall'Elenco l'Avvocato per il quale è stata disposta una sanzione disciplinare superiore all'avvertimento.

 

L'Elenco è rinnovato entro il 31 gennaio di ogni anno, è pubblico e si trova presso tutti gli uffici giudiziari situati nel territorio di ciascuna provincia.

Di seguito sono consultabili gli Elenchi – anno 2016 - dei Difensori, per il Patrocinio a spese dello Stato in materia penale, istituiti presso i Consigli dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria e Locri.

 

[Visualizza allegato pdf – COA/RC – ELENCO 2016 DIF.PATR. - CIV.PEN.]

[Visualizza allegato pdf – COA/LOCRI – ELENCO 2016 DIF.PATR. - PENALE]


Per l’Elenco
dei Difensori, per il Patrocinio a spese dello Stato in materia penale, istituito presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di PALMI, si rinvia al relativo sito, al seguente link: http://www.ordineavvocatipalmi.com/albo/gratuito-patrocinio/panale/

 

Per il Patrocinio a spese dello Stato, in materia sia civile che penale, ai sensi degli artt. 80-81 del TUSG, i Difensori possono corredare la richiesta di liquidazione con autocertificazione di iscrizione negli Elenchi degli Avvocati per il Patrocinio a spese dello Stato istituiti presso i C.O.A. di Reggio Calabria e Locri.
Viceversa, i Difensori devono corredare la richiesta di liquidazione con autocertificazione di iscrizione negli Elenchi degli Avvocati per il Patrocinio a spese dello Stato istituiti presso il C.O.A. di Palmi ed i C.O.A. di altri Distretti Giudiziari.

Scarica allegato autocertificazione [File DOC - 66KB]

 

Le condizioni reddituali per l’ammissione al beneficio di cui agli artt. 76-77-92-96 del D.P.R. 115/2002

Salve diverse determinazioni del Giudice procedente, sono previste specifiche condizioni reddituali per  essere ammessi al Patrocinio a spese dello Stato ed, esattamente, quelle risultanti dagli artt. 76, 77, 92 e 96 del D.P.R. 115/2002 (TUSG).

In particolare, una prima condizione reddituale per essere ammessi al Patrocinio a spese dello Stato è quella di essere titolari di un reddito annuo imponibile, secondo l'ultima dichiarazione dei redditi, non superiore a euro 11.528,41 (Aggiornamento da Decreto del Ministro della Giustizia 7 maggio 2015 in Gazzetta Ufficiale n. 186 del 12 agosto 2015); se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante, ma i limiti di reddito sopra indicati sono elevati di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.

I limiti di reddito di cui sopra sono adeguati ogni due anni in relazione alla variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nel biennio precedente, con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze.

Ai fini della determinazione dei limiti di reddito, si tiene conto anche dei redditi che per legge sono esenti dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, ovvero ad imposta sostitutiva.

Si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.

Per i soggetti già condannati con sentenza definitiva per delitti di associazione di tipo mafioso o di particolare allarme sociale, il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti; la persona offesa da alcuni reati (vedi art. 76/TUSG), nonché, ove commessi in danno di minori, da altri reati (vedi art. 76/TUSG), può essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal D.P.R. 115/2002.

L'istanza deve contenere, a pena di inammissibilità, anche una dichiarazione sostitutiva di certificazione resa dall'interessato in conformità alla normativa in materia di autocertificazione [D.P.R. 445/2000 – art. 46, comma 1, lettera o)], attestante la sussistenza delle condizioni di reddito previste per l'ammissione, con specifica determinazione del reddito complessivo valutabile a tali fini, nonché l'impegno a comunicare, fino a che il processo non sia definito, le variazioni rilevanti dei limiti di reddito, verificatesi nell'anno precedente, entro trenta giorni dalla scadenza del termine di un anno, dalla data di presentazione dell'istanza o della eventuale precedente comunicazione di variazione.

Per i redditi prodotti all'estero, il cittadino di Stati non appartenenti all'Unione europea correda l'istanza con una certificazione dell'autorità consolare competente, che attesta la veridicità di quanto in essa indicato; in caso di impossibilità a produrre la certificazione per i redditi prodotti all'estero dell'autorità consolare competente, che attesta la veridicità di quanto in essa indicato, il cittadino di Stati non appartenenti all'Unione Europea, la sostituisce, a pena di inammissibilità, con una dichiarazione sostitutiva di certificazione; se il cittadino di Stati non appartenenti all'Unione europea è detenuto, internato per l'esecuzione di una misura di sicurezza, in stato di arresto o di detenzione domiciliare ovvero è custodito in un luogo di cura, la certificazione dell'autorità consolare di cui sopra può anche essere prodotta, entro venti giorni dalla data di presentazione dell'istanza, dal difensore o da un componente della famiglia dell'interessato.

Gli interessati, se il giudice procedente lo richiede, sono tenuti, a pena di inammissibilità dell'istanza, a produrre la documentazione necessaria ad accertare la veridicità di quanto in essa indicato; In caso di impossibilità a produrre la documentazione, richiesta dal giudice, necessaria ad accertare la veridicità di quanto in essa indicato, questa è sostituita, a pena di inammissibilità, da una dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell'interessato.

Ai sensi dell’art. 95 del TUSG (DPR 115/2002), la falsità o le omissioni nella dichiarazione sostitutiva di certificazione, nelle dichiarazioni, nelle indicazioni e nelle comunicazioni relative a generalità dell'interessato e dei componenti la famiglia anagrafica, sussistenza delle condizioni di reddito previste per l'ammissione, variazioni rilevanti dei limiti di reddito, sono punite con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 309,87 a euro 1.549,37; la pena è aumentata se dal fatto consegue l'ottenimento o il mantenimento dell'ammissione al patrocinio; la condanna importa la revoca, con efficacia retroattiva, e il recupero a carico del responsabile delle somme corrisposte dallo Stato.

 

Salve diverse determinazioni del Giudice procedente, è configurabile altra condizione reddituale: l'ultima dichiarazione dei redditi non costituisce l’unico parametro di riferimento, considerato che il giudice può calcolare unitamente al reddito anche il tenore di vita, le condizioni personali e familiari e le attività economiche eventualmente svolte, secondo l'espressa previsione dell'art.96/2°c. del D.P.R. 115/2002, ai sensi del quale il magistrato, infatti, respinge l'istanza se vi sono fondati motivi per ritenere che l'interessato non versa nelle condizioni reddituali sopra indicate, tenuto conto delle risultanze del casellario giudiziale, del tenore di vita, delle condizioni personali e familiari, e delle attività economiche eventualmente svolte; a tale fine, prima di provvedere, il magistrato può trasmettere l'istanza, unitamente alla relativa dichiarazione sostitutiva, alla Guardia di finanza per le necessarie verifiche; il magistrato decide sull'istanza negli stessi termini di cui sopra anche quando ha richiesto le predette informazioni.

Il magistrato, quando si procede per gravi delitti (criminalità organizzata ed altro), ovvero nei confronti di persona proposta o sottoposta a misura di prevenzione, deve chiedere preventivamente al questore, alla direzione investigativa antimafia (DIA) ed alla direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (DNA) le informazioni necessarie e utili relative al tenore di vita, alle condizioni personali e familiari e alle attività economiche eventualmente svolte dai soggetti richiedenti, che potranno essere acquisite anche a mezzo di accertamenti da richiedere alla Guardia di finanza; il magistrato decide sull'istanza negli stessi termini di cui sopra anche quando ha richiesto le predette informazioni.

Nei dieci giorni successivi a quello in cui è stata presentata o è pervenuta l'istanza di ammissione, il magistrato davanti al quale pende il processo o il magistrato che ha emesso il provvedimento impugnato, se procede la Corte di cassazione, verificata l'ammissibilità dell'istanza, ammette l'interessato al patrocinio a spese dello Stato se, alla stregua della dichiarazione sostitutiva sulla sussistenza delle condizioni di reddito previste per l'ammissione, ricorrono le condizioni di reddito cui l'ammissione al beneficio è subordinata.

 

In relazione alla richiamata normativa di cui agli artt. 76, 77, 92 e 96 del D.P.R. 115/2002, a mero titolo esemplificativo e al solo fine di evidenziare la complessità della tematica oggetto di valutazione nel merito, per ogni singolo caso, da parte del Giudice procedente, si richiama la sentenza della 4^ Sezione Penale della Corte di Cassazione nr. 46382 del 14/10/2014, che ha affermato i seguenti tre principi interpretativi:

  1. Qualora all'epoca della proposizione dell'istanza non sia scaduto il termine per presentare la dichiarazione dei redditi percepiti nell'anno precedente, ai fini dell'ammissione al beneficio o della verifica delle condizioni originarie di reddito occorre far riferimento all'annualità per la quale sia già scaduto detto termine;
  2. L'ultima dichiarazione dei redditi può essere integrata da altri elementi, sia per negare il beneficio nonostante il reddito dichiarato sia inferiore al limite legale, qualora emerga aliunde un tenore di vita tale da consentire all'istante di sostenere gli esborsi necessari per l'esercizio del diritto di difesa, sia per concederlo, qualora una dichiarazione reddituale di valore superiore al limite legale sia messa in discussione dalla prova di un decremento reddituale sopravvenuto; 
  3. Ai fini delle variazioni di reddito rilevanti per la revoca del beneficio, occorre considerare esclusivamente le variazioni intervenute precedentemente alla definizione del procedimento e dunque sino alla data della sua definizione.

 

Per conoscere in dettaglio la normativa e l’orientamento giurisprudenziale sopra richiamati, si consulti il seguente approfondimento:

[Visualizza allegato Patr. Pen. – Condizioni reddituali – Normativa]

In materia di Patrocinio a spese dello Stato … … è utile sapere che … …
 

Per effetto dell'ammissione al Patrocinio alcune spese sono gratuite, quali le copie degli atti processuali (quando sono necessarie per l'esercizio della difesa), altre sono anticipate dall'Erario ed altre sono prenotate a debito (leggi gli artt. 107-108-109 TUSG) [Visualizza allegato Patr. Pen. Normativa].

Gli effetti dell’ammissione al beneficio decorrono dalla data in cui l'istanza è stata presentata o è pervenuta all'Ufficio del Giudice o dal primo atto in cui interviene il Difensore, se l'interessato fa riserva di presentare l'istanza e questa è presentata entro i venti giorni successivi.

In presenza di determinate ipotesi di legge   [Visualizza allegato Revoca Patr. Pen. Normativa], è disposta la revoca del beneficio e il recupero delle somme gratuite per copie e anticipate dallo Stato nei confronti dell’ammesso, di regola con efficacia retroattiva (cioè si recuperano le somme non corrisposte allo Stato o pagate dallo Stato sin dall’inizio), salve specifiche eccezioni.

Lo Stato ha, in ogni caso, diritto di recuperare in danno dell'interessato le somme eventualmente pagate successivamente alla revoca del provvedimento di ammissione.

Copia della documentazione è trasmessa all'Ufficio Finanziario competente per la verifica, che può avvalersi della collaborazione della Guardia di Finanza; se risulta che il beneficio è stato erroneamente concesso, l'Ufficio Finanziario richiede al Giudice l’emissione del provvedimento di revoca.

Nei programmi annuali di controllo fiscale della Guardia di Finanza sono inclusi i controlli dei soggetti ammessi al Patrocinio a spese dello Stato, individuati sulla base di appositi criteri selettivi, anche tramite indagini bancarie e presso gli intermediari finanziari

 

In materia di Patrocinio a spese dello Stato nel processo penale, avverso i provvedimenti adottabili a seguito di richiesta di ammissione di contenuto sfavorevole all’istante, quali il decreto che ne dichiara l’inammissibilità o ne dispone il rigetto e il decreto di revoca (d’ufficio o su richiesta dell’Ufficio Finanziario) dell’ammissione al beneficio precedentemente concessa, sono previsti specifici mezzi e termini di impugnazione, salve diverse determinazioni del Giudice procedente:

  • il ricorso in opposizione, con rito civile sommario di cognizione e termine di 20 giorni, avverso il decreto di rigetto dell'istanza di ammissione al Patrocinio;
  • il ricorso in opposizione, con rito civile sommario di cognizione e termine di 20 giorni, avverso il decreto di revoca dell’ammissione al Patrocinio (d’ufficio oppure su richiesta dell’Ufficio Finanziario);
  • il ricorso “per saltum” in cassazione, con termine di 20 giorni, avverso il decreto di revoca dell’ammissione al beneficio a seguito di richiesta dell’Ufficio Finanziario.

Di seguito si rappresenta in tabella la sintesi delle fattispecie esaminate.

Per ulteriori approfondimenti, consulta il seguente documento in formato pdf, esplicativo della normativa in materia, integrata dall’orientamento giurisprudenziale.

[Visualizza allegato Opp. Patr. Pen. – Normativa]

 

Provvedimenti sfavorevoli nell’ambito del Patrocinio in materia penale Mezzi e termini d’impugnazione
Il Giudice DICHIARA INAMMISSIBILE L’ISTANZA di ammissione al Patrocinio per mancanza dei presupposti di legge oppure RESPINGE L'ISTANZA se vi sono fondati motivi per ritenere che l'interessato non versa nelle condizioni di legge.

Entro il termine di 20 giorni dalla comunicazione dell’avviso, è proponibile ricorso in opposizione ai sensi dell’art. 99 TUSG: il processo è quello speciale previsto per gli onorari di avvocato di cui alla vigente disciplina ex artt. 14 e 15 del D.Lgs. 150/2011 e cioè il RITO CIVILE SOMMARIO DI COGNIZIONE presso le SEZIONI CIVILI AFFARI CONTENZIOSI.

L’opposizione si presenta mediante ricorso al Presidente del Tribunale ex artt. 702/bis e ss. CPC, da depositare presso le Sezioni Civili con iscrizione al Ruolo Generale Affari Civili Contenziosi (4° piano) e versamento del Contributo Unificato e dei diritti per le anticipazioni forfettarie, ai sensi degli artt. 9 e ss. e dell’art. 30 del TUSG[*]

Il Giudice REVOCA D’UFFICIO  L’AMMISSIONE al beneficio, precedentemente concessa.

Secondo la Giurisprudenza prevalente della Corte di Cassazione, entro il termine di 20 giorni dalla comunicazione dell’avviso, è proponibile ricorso in opposizione ai sensi dell’art. 99 TUSG: il processo è quello speciale previsto per gli onorari di avvocato di cui alla vigente disciplina ex artt. 14 e 15 del D.Lgs. 150/2011 e cioè il RITO CIVILE SOMMARIO DI COGNIZIONE presso le SEZIONI CIVILI AFFARI CONTENZIOSI.

L’opposizione si presenta come sopra indicato. [*]

Il Giudice REVOCA A SEGUITO RICHIESTA DELL’UFFICIO FINANZIARIO L’AMMISSIONE al beneficio, precedentemente concessa.

Entro il termine di 20 giorni dalla comunicazione dell’avviso, è proponibile il ricorso in opposizione di cui sopra. [*]

OPPURE

Entro il termine di 20 giorni dalla comunicazione dell’avviso, è proponibile direttamente ricorso “per saltum” in cassazione, senza cioè dover preliminarmente esperire il ricorso in opposizione davanti al Presidente del Tribunale (o al Presidente della Corte d'Appello) con rito civile sommario di cognizione.

NOTA BENE

[*] Con provvedimento del Presidente del Tribunale, in data 16/1/2017, nelle ipotesi sopra descritte in tabella, ritenuto che il rito da applicare al giudizio di opposizione è pur sempre il Rito Sommario di Cognizione Civile (con iscrizione al Ruolo Generale Affari Civili Contenziosi -4° piano- e versamento del Contributo Unificato e dei diritti per le anticipazioni forfettarie, ai sensi degli artt. 9 e ss. e dell’art. 30 del TUSG, è stato disposto che i ricorsi in opposizione in questione debbano essere assegnati per competenza nell’ambito del Settore Penale, ai Presidenti delle rispettive Sezioni titolari del processo penale al quale il Patrocinio si riferisce.

In atto, per informazioni in pendenza del giudizio occorre rivolgersi alla competente cancelleria penale e, dopo la definizione con ordinanza alle cancellerie delle Sezioni Civili Affari Contenziosi, alle quali gli atti saranno restituiti per l’ulteriore seguito di competenza.

Per le motivazioni, consulta il seguente pdf:

[Visualizza ALLEGATO_OPP.PATR.PEN._PROVV.PRES.TRIB.RC_16.1.2017]

Per conoscere nei dettagli la normativa del Rito Civile Sommario di Cognizione in tal sede richiamata, consulta il seguente pdf:

[Visualizza allegato Rito Civile Sommario di Cognizione - Normativa]

Ai sensi dell’art. 85 del TUSG (DPR 115/2002) il Difensore, l'Ausiliario del Magistrato e il Consulente Tecnico di parte NON possono chiedere e percepire dal proprio assistito, ammesso al beneficio del Patrocinio, compensi o rimborsi a qualunque titolo, diversi da quelli previsti dalla normativa sul Patrocinio a spese dello Stato; ogni patto contrario è nullo. 
La violazione di tale divieto costituisce non solo grave illecito disciplinare professionale, bensì anche reato penalmente sanzionato. 

[Visualizza allegato - Sentenza Corte Cassazione Penale 20186/2016  



Presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, è istituito un servizio di informazione e consulenza ai Cittadini in materia di accesso al Patrocinio a spese dello Stato ed, altresì, sulla difesa penale d'ufficio; il servizio fornisce al Pubblico i dati necessari per conoscere i costi dei procedimenti giudiziali, con riguardo alle spese processuali, i  requisiti,  le  modalità  e  gli obblighi per l'ammissione al beneficio in questione, nonché  i presupposti, le modalità e gli obblighi per la  nomina  del difensore d'ufficio in materia penale.

In particolare, per la normativa in dettaglio:   

[Visualizza allegato Patr. Pen. Normativa] 

 

Avvertenze ai fini della compilazione della richiesta di ammissione al beneficio

Si riporta, a mero titolo esemplificativo e salve diverse determinazioni del Giudice procedente, un modello di istanza in formato word e pdf:

[Visualizza allegato - Esempio istanza patrocinio stato - File DOC]

[Visualizza allegato - Esempio istanza patrocinio stato - File PDF]

significando quanto segue:

  • nel corso della Fase delle Indagini Preliminari, la persona sottoposta alle indagini viene indicata con il termine di indagato; assume la qualità di imputato la persona alla quale è attribuito il reato nella richiesta di rinvio a giudizio, di giudizio immediato, di decreto penale di condanna, di applicazione della pena, nel decreto di citazione diretta a giudizio e nel giudizio direttissimo; parte offesa è il soggetto al quale il reato ha recato danno; assume la qualifica di parte civile il soggetto danneggiato dal reato o i suoi successori universali quando si costituisce nel processo penale, ivi esercitando l’azione civile volta ad ottenere dall’imputato e dal responsabile civile il risarcimento dei danni prodotti dal reato;
  • occorre indicare esattamente il reddito percepito, determinato secondo i parametri reddituali di cui ai menzionati artt. 76, 77, 92 e 96 del D.P.R. 115/2002; non è, pertanto, sufficiente indicare genericamente che si percepisce un reddito inferiore al limite stabilito dalla legge;
  • è facoltà dell’istante eleggere domicilio ai fini del presente procedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, nonché ai fini delle comunicazioni di rito del decreto di liquidazione del Giudice degli onorari e delle spese spettanti al proprio Difensore;
  • la firma deve essere apposta in presenza dell’addetto di cancelleria; se la domanda è firmata prima della sua presentazione in cancelleria e presentata in ufficio da persona diversa dall’interessato, deve essere accompagnata dalla copia di un valido documento di identità a norma del D.P.R. 445/2000;
  • l'autenticazione del difensore è sufficiente solo in relazione alla istanza di ammissione al gratuito patrocinio, mentre non è idonea a certificare l’autodichiarazione sulle condizioni personali e reddituali; in questo caso, quando l’istanza comprende anche l’autocertificazione, si deve allegare la copia di un valido documento di identità.

Per ulteriori approfondimenti, si consultino i seguenti link:

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_7_7.wp?tab=d

Scheda pratica » Patrocinio a spese dello Stato nei giudizi penali

 

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO DELLO STATO NEI GIUDIZI PENALI

http://www.consiglionazionaleforense.it/web/cnf/patrocinio-a-spese-dello-stato

http://www.avvocatireggiocalabria.it/Servizi/Modulistica/Modulistica.asp?ID=8

[Visualizza allegato - File DOC 42KB]

 

» Il Patrocinio Concordato con Protocollo d’intesa del Tribunale di Reggio Calabria, redatto in data 23.02.2011 - 26.02.2016, importi aggiornati in data 17.04.2015

Area Penale – Settore «Patrocinio a spese dello Stato»

Tribunale e Procura della Repubblica di Reggio Calabria

Osservatorio sulla Giustizia Penale e Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria

» Protocollo in data 23/02/2011 e 26/02/2016 - «Vademecum per l’applicazione della tabella di liquidazione concordata degli onorari spettanti, nell’ambito del processo penale, al difensore di soggetto non abbiente ammesso al Patrocinio a spese dello Stato e del difensore d’ufficio di persona irreperibile».

Nell’ambito di un programma teso a migliorare il funzionamento della Giustizia Penale (vedi sulla parte dedicata all’Osservatorio sulla Giustizia Penale, l’accordo del 01.01.2010 sulla gestione delle udienze penali del Dibattimento Collegiale e Monocratico), è stata predisposta una tabella concordata di liquidazione degli onorari professionali, nei processi penali in cui vi è stata ammissione al Patrocinio a spese dello Stato e/o a carico di imputati irreperibili.

È stato, altresì condiviso un Vademecum illustrativo delle prassi ritenute virtuose al fine di razionalizzare e rendere il più possibile omogenea la procedura di ammissione al beneficio in questione e, di seguito, velocizzare al massimo la fase di liquidazione delle spettanze dovute ai Difensori dei non abbienti e degli irreperibili.  

Il Protocollo è articolato nei seguenti punti essenziali:

  • Presentazione, Obiettivi, Ambito di applicazione, Adesione volontaria, Criterio di calcolo delle voci di liquidazione e Retroattività;

  • Meccanismo di funzionamento;

  • Tabella analitica degli importi;

  • Modulistica guidata (Istanza per l’ammissione al Patrocinio a spese dello Stato, Istanza per la liquidazione dell’onorario al Difensore e Decreto del Giudice di liquidazione).

 

[Visualizza allegato - Protocollo 23.2.2011 - File PDF 164KB]

 

[Visualizza allegato - Protocollo 26.2.2016 - File PDF 164KB]

 

[Visualizza allegato - Concordato - Liquidazione - File DOC 83KB]

 

[Visualizza allegato - Concordato - Ammissione - File DOC 38KB]

 

» Protocollo in data 17/04/2015 - «Protocollo avente ad oggetto la tabella di liquidazione concordata degli onorari spettanti, nell’ambito del processo penale, al difensore di soggetto non abbiente ammesso al Patrocinio a spese dello Stato e del difensore d’ufficio di persona irreperibile».

[Visualizza allegato - Protocollo 17.4.2015 - File DOC 80KB]


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