Sezione Tribunale del Riesame
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Aggiornato al 18/3/2016

Il RIESAME è un mezzo d'impugnazione concesso al destinatario di una misura cautelare coercitiva (personale o reale) e al suo difensore, finalizzato a che un nuovo Giudice (trattasi di un Collegio, costituito da un Presidente e da due Giudici a latere), indipendente dal primo, riesamini l'ordinanza restrittiva sia nella legittimità che nel merito.

L'organo competente è il c.d. Tribunale del Riesame, costituito presso il Tribunale del capoluogo del Distretto di Corte d'appello, quale il Tribunale di Reggio Calabria che, pertanto, ha competenza sulle misure cautelari personali e reali emesse nell’ambito dell’intero Distretto Giudiziario.

Le udienze collegiali (in via ordinaria il mercoledì e il giovedì di ogni settimana) vengono sempre presiedute dal Presidente della Sezione; gli altri Giudici compongono i collegi secondo un calendario prefissato; non è prevista l’utilizzazione dei G.O.T.

Il Presidente della Sezione del Riesame coadiuva la Presidenza del Tribunale nei rapporti con gli organismi forensi e sindacali.    

 

Il Presidente della Sezione Tribunale del Riesame è la dr.ssa Silvia Capone.

Per l'elenco nominativo dei Giudici assegnati alla Sezione Tribunale del Riesame consulta l'Organigramma della Giurisdizione 

Elenco nominativo dei giudici

 

Coordinatore delle Cancellerie Giudiziarie della Sezione del Riesame è la d.ssa Elicia Maria Falsone (direttore amministrativo, tel. 0965.857.7942, c/o stanza torre due sx / 5°piano).

 

Orario di apertura al pubblico delle Cancellerie Giudiziarie:

lunedì – mercoledì – venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 12.00;
martedì – giovedì, dalle ore 8.00 alle ore 11.30 e dalle ore 14.45 alle ore 15.15
;
sabato dalle ore 8.00 alle ore 12.00 (per le attività in scadenza e per quelle riguardanti indagati/imputati soggetti a misura cautelare)
;
presso la Cancelleria Giudiziaria sita al 5°piano / torre due sx.

 

Per la Sezione del Riesame, sono operativi i seguenti indirizzi di posta elettronica:

SEZIONE TRIBUNALE DEL RIESAME PEC riesame.tribunale.reggiocalabria@giustiziacert.it
PEO riesame.tribunale.reggiocalabria@giustizia.it

 Avviso: Le caselle di Posta Elettronica Certificata (P.E.C.) ed Ordinaria (P.E.O.), indicate per il Tribunale di Reggio Calabria, sono riservate alle comunicazioni di natura amministrativa tra Pubbliche Istituzioni ed alla trasmissione di atti di natura esclusivamente amministrativa.  

Per le comunicazioni connesse ai procedimenti giurisdizionali e per l’invio di atti giudiziari in genere devono essere utilizzati i Sistemi Informativi Ministeriali in uso (es. piattaforma telematica FatturaPA, Processo Civile Telematico - PCT … …) in conformità alla normativa vigente;  in materia civile di Fallimenti e Volontaria Giurisdizione nonché in materia di processo penale, le Pubbliche Istituzioni possono utilizzare le specifiche caselle di posta elettronica assegnate alle singole Sezioni;  viceversa, in materia di processo penale, ai Difensori è consentito il ricorso ai soli mezzi alternativi al deposito cartaceo in cancelleria nei singoli casi espressamente previsti dalla legge, salve diverse determinazioni del Giudice procedente.

Le Cancellerie Giudiziarie sono così articolate: 

SEZIONE TRIBUNALE DEL RIESAME
(COMP. DISTRETTUALE)
(QUINTO PIANO)
Dir. Amm.
Funz. Giud.
Canc.
Elicia Maria
Giuseppe
Agostino
FALSONE
CRUCITTI
LA TORRE
0965.857.7942
0965.857.7943
0965.857.7943

 

Le Cancellerie Giudiziarie, nonché le aule d’udienza, sono così dislocate:

* SEZIONE TRIBUNALE
DEL RIESAME
(COMP. DISTRETTUALE)
COORDINAMENTO CANCELLERIE
DELLE SEZIONI RIESAME E DIBATTIMENTOì
PIANO QUINTO TORRE DUE SX
 
TRIBUNALE DISTRETTUALE DEL RIESAME PIANO QUINTO TORRE DUE SX
 
AULE D’UDIENZA c/o palazzo Ce.Dir. PIANO ZERO TORRE DUE
TORRE TRE

Avvertenza: L’indicazione direzionale a DX oppure a SX si riferisce alla posizione frontale della persona rispetto il pannello di segnaletica, sito ad ogni piano delle torri due e tre del Palazzo Ce.Dir.

 

MAPPA DI ORIENTAMENTO DELL’UTENZA
DISLOCAZIONE DEGLI UFFICI, DELLE CANCELLERIE E DELLE AULE D’UDIENZA

 

PIANO ZERO VISUALIZZA IMMAGINE

 

PIANO QUINTO VISUALIZZA IMMAGINE

 

È utile sapere che … …    

Le misure cautelari, sia personali che reali (sequestri di beni), sono impugnabili con il mezzo del riesame o dell’appello; Il riesame consiste nel mezzo di impugnazione avverso le ordinanze cautelari applicative di misure coercitive custodiali (arresti domiciliari, custodia cautelare in carcere, in luogo di cura) e non custodiali (divieto di espatrio, obbligo di presentazione alla PG, divieto o obbligo di dimora).

Avverso le misure interdittive (sospensione dall’esercizio della potestà genitoriale, dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio, divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali) è esperibile sempre e solo il residuale mezzo dell’appello; inoltre, non sono soggette a riesame, ma ad appello, le ordinanze che modificano, sostituiscono, estinguono (mediante revoca) o ripristinano misure in precedenza già applicate.

Legittimata a richiedere il riesame è unicamente la difesa (imputato e difensore), in quanto unica titolare dell’interesse a dolersi dell’ordinanza applicativa della misura; il PM può, invece, proporre appello avverso ordinanze del GIP che rigettano o accolgono parzialmente le sue richieste.

Entro dieci giorni dalla esecuzione o notificazione del provvedimento, l'imputato può proporre richiesta di riesame, anche nel merito, della ordinanza che dispone una misura coercitiva, salvo che si tratti di ordinanza emessa a seguito di appello del Pubblico Ministero; il difensore dell'imputato può proporre la richiesta di riesame entro dieci giorni dalla notificazione dell'avviso di deposito dell'ordinanza che dispone la misura; la richiesta di riesame non necessita l’enunciazione dei motivi a sostegno (a differenza dell’appello che va, invece, motivato); l'imputato può chiedere di comparire personalmente e può, anche a mezzo del suo difensore, enunciare nuovi motivi davanti al Collegio del riesame.

Sulla richiesta di riesame decide, in composizione collegiale, il Tribunale del luogo nel quale ha sede la Corte di Appello nella cui circoscrizione è compreso l'ufficio del Giudice che ha emesso l'ordinanza; entro dieci giorni dalla ricezione degli atti il Tribunale, se non deve dichiarare l'inammissibilità della richiesta, annulla, riforma o conferma l'ordinanza oggetto del riesame; il Tribunale può annullare il provvedimento impugnato o riformarlo in senso favorevole all'imputato anche per motivi diversi da quelli enunciati ovvero può confermarlo per ragioni diverse da quelle indicate nella motivazione del provvedimento stesso.

Fuori dei casi in cui è ammesso il riesame, il Pubblico Ministero, l'imputato e il suo difensore possono proporre appello, enunciandone contestualmente i motivi; il Tribunale decide entro venti giorni dalla ricezione degli atti.

Contro le decisioni emesse a seguito riesame o appello, il P.M., l'imputato e il suo difensore possono proporre ricorso per cassazione entro dieci giorni dalla comunicazione o dalla notificazione dell'avviso di deposito del provvedimento.

Entro dieci giorni decorrenti come sopra, l'imputato e il suo difensore possono proporre direttamente ricorso per cassazione per violazione di legge contro le ordinanze che dispongono una misura coercitiva; la proposizione del ricorso rende inammissibile la richiesta di riesame.

Le impugnazioni avverso il decreto di sequestro preventivo di beni possono essere esperite anche dalla persona alla quale le cose sono state sequestrate o che avrebbe diritto alla loro restituzione, persone che possono essere diverse dall’indagato/imputato.


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